
I racconti didattici di Milton Erickson per fare terapia, una psicoterapia che è quasi una ipnosi informale.....Un giorno mio figlio Lance tornò da scuola e disse:"...Voglio essere sculacciato."..."Non c'è nessuna ragione di sculacciarti" dissi. "Te ne darò una io", disse lui, e uscì fuori e ruppe una delle finestre dell'ospedale..."No", dissi, "la cosa migliore da fare è sostituire il vetro alla finestra. Una sculacciata non servirebbe a questo scopo"....Ruppe in tutto sette vetri. Mentre era intento a rompere il settimo, io mi portai sul balcone di casa. Allineai sette dei suoi modellini di camion sulla balaustra..."ecco qua sette tuoi camion sulla balaustra. Adesso comincio a far correre il primo lungo la balaustra. Spero che si fermerà e non si ribalti, cada e si fracassi sul marciapiede di sotto. Oh , che peccato! Proviamo con il secondo, se si ferma". Perse sette camion.... una specie di prescrizione del sintomo....una prescrizione del comportamento...
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entrare nel suo...Se fuori fa freddo e rischia di morire, ed il vitello non vuole entrare nella stalla, spingendolo dentro...prova ad assecondarlo, tirandolo fuori per la coda....Terapia fatta di racconti, di ricordi, in cui la parola diviene collegamento per tutta una serie di assonanze e di analogie interiori...per ritrovare un amico in più...un angelo...proiezione positiva di noi stessi e del nostro inconscio.....il sintomo è un amico non un qualcosa da ostacolare....
continua....
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Milton H.Erickson 1901-1980 Medico,Psicologo,Psichiatra,Docente alla Wayne State University è considerato il maggior esperto di Ipnosi di tutti i tempi, ha “inventato” la Psicoterapia, modificando l’approccio e la terapia psicologica classica con metodi rivoluzionari…..Elementi fondamentali della terapia e dell’approccio al paziente di Milton H.Erickson sono i Racconti Didattici: usando un linguaggio semplice che tutti potevano comprendere, storie particolari, stravaganti, reminescenze, pensieri bizzarri, fatti inconsueti,episodi della sua vita: che potevano stimolare o far comprendere al paziente, che anche lui aveva provato certe cose e che proprio per questo le poteva capire: l’idem sentire, passione, compassione, partecipazione, coinvolgimento, umanità, al contrario della terapia classica, in cui il terapeuta era freddo e distaccato, provocazioni, giochi, nonsensi, intuizioni, prove di obbedienza per verificare l’effettiva volontà a cambiare del paziente, spiazzamenti, paradossi, prescrizioni del sintomo, doppi legami, invenzioni,metafore,apologhi, aneddoti, curiosità, umorismi, divagazioni apparentemente senza senso, sorprese, enigmi a chiave,ripetizioni, sollecitazioni, cronache di fatti quotidiani o di pura fantasia,divagazioni su animali e su altre situazioni, che potevano lasciare perplesso chi non lo conosceva ancora……..Ma ogni storia di Erickson aveva un suo senso, era un pezzo del puzzle che si componeva, strada facendo, ogni storia mirava ad uno scopo, era uno strumento affilato e nel contempo dolce, era un bisturi raffinatissimo per aprire la mente del paziente, per scoprirne potenzialità inespresse ed insospettate, per traghettarlo al di là del labirinto dei suoi pensieri, per sciogliere il nodo di Gordio, non con elucubrazioni cerebrali astruse, ma come fece Alessandro Magno, con un colpo rapido ed indolore che conduceva a risultati terapeutici sorprendenti ed inarrivabili. Erickson fu un maestro e un precursore in tutti i sensi, era un allenatore dell’anima ante litteram, e non solo dell’anima, in quanto a livello sportivo allenò singoli atleti e squadre che vinsero le olimpiadi …… Sidney Rosen, Psichiatra ed Psicoanalista,Presidente della New York Society for Ericksonian Psycotherapy and Hypnosis, è il curatore del libro che ha raccolto i racconti di Erickson….. Milton H.Erickson lo preferì ad altri, oltre che per la sua preparazione e per la sua poesia …perché come disse, a Sideny Rosen…. “tu mi sei piaciuto subito…e poi avevi anche regalato una rana gialla a mia moglie” ….e quando gli affidò la prefazione di un suo altro libro “Hypnotheraphy” gli disse “ tu sei uno che sa come si gratta un maiale” Perché una persona che rispetta e sa toccare un animale, nel giusto modo, che piace all’animale, deve essere, per forza, una brava persona, almeno secondo Milton H.Erickson.
continua.....
foto M.H.Erickson riprodotta a fini didattico esplicativi
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