
avevo in studio un paziente ...Tutto quello che voleva era parlare delle sue idee. Io cercavo di attirare la sua attenzione, ma senza riuscirci. Allora pensai di utilizzare una così inaspettata, così dissi: "no, neanche a me piace il fegato ". Il paziente si fermò, scosse la testa, e disse: "di solito a me piace il pollo" e poi cominciò parlare del suo vero problema...L'inaspettato può sempre far deragliare dei pensieri, che vanno in una certa direzione... Un'estate un professore prese a dire: " Erickson, non mi piace... ". "Neanche a me piace la neve", dissi. " Che stai dicendo?, disse lui. "la neve", dissi io. "Quale neve?" "La cosa meravigliosa, è che non ci sono due fiocchi di neve uguali ".... Quando un paziente si siede e racconta un intero capitolo di cose non pertinenti, toglietelo da quel binario. Fatelo deragliare con qualche osservazione che non c'entra niente. Per esempio: "lo so, cosa stai pensando. Anche a me piacciono i treni...Come disse una volta Karen Horney: "i pazienti intraprendono la terapia non per curare la propria nevrosi, ma per perfezionarla"...Quando pertanto un paziente imbocca un binario morto è importante che il terapeuta lo faccio deragliare, e lo indirizzi su uno che porti più lontano..
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I racconti didattici di Milton Erickson per fare terapia, una psicoterapia che è quasi una ipnosi informale.....Un giorno mio figlio Lance tornò da scuola e disse:"...Voglio essere sculacciato."..."Non c'è nessuna ragione di sculacciarti" dissi. "Te ne darò una io", disse lui, e uscì fuori e ruppe una delle finestre dell'ospedale..."No", dissi, "la cosa migliore da fare è sostituire il vetro alla finestra. Una sculacciata non servirebbe a questo scopo"....Ruppe in tutto sette vetri. Mentre era intento a rompere il settimo, io mi portai sul balcone di casa. Allineai sette dei suoi modellini di camion sulla balaustra..."ecco qua sette tuoi camion sulla balaustra. Adesso comincio a far correre il primo lungo la balaustra. Spero che si fermerà e non si ribalti, cada e si fracassi sul marciapiede di sotto. Oh , che peccato! Proviamo con il secondo, se si ferma". Perse sette camion.... una specie di prescrizione del sintomo....una prescrizione del comportamento...
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È la frase di un guerriero….di un vikingo come Milton Erickson…..È una frase di solitudine comunque, come se traesse energia positiva dalla energia negativa altrui….. Mi batto contro qualcosa più grande di me che mi sovrasta ma che comunque non temo….connotazione positiva della frase….Ma non si può essere sempre guerrieri a volte si è fragili indifesi e stanchi….Metafora della forza e allo stesso tempo della nostra debolezza, siamo dentro il castello, potetti da alte mura, a difenderci da tutto e da tutti, ma dentro quel castello siamo prigionieri di noi stessi….nessuno può entrare ma nessuno di noi può uscire….
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foto M.H.Erickson riprodotta a fini didattico esplicativi
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